sabato, dicembre 5

Chiesa di Montevergini

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La Chiesa di Montevergini, attribuita al Sinatra, fu iniziata nel 1695 e aperta al culto nel 1762. Il prospetto concavo, privo di decorazioni barocche, ma caratterizzato dalla misurata geometria delle sue torrette laterali e da una breve scala che conduce al portone delimitato da due colonne quadrangolari, chiude scenograficamente la Via Nicolaci. All’interno è ad un’unica navata, circondata da mezze colonne corinzie che danno all’insieme un’impronta classicheggiante; di particolare pregio il barocco altare centrale, in marmi policromi e sormontato da un artistico ciborio a tempietto, ricco di movimento e plasticità. Le opere pittoriche a tema mariano nella volta e nei quattro altari laterali sono attribuite a Costantino Carasi; di esse una, la Deposizione, è firmata dall’artista netino e datata 1712, le altre raffigurano lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Rosario con S. Corrado e S. Lucia, la Madonna con S. Bernardo e S. Girolamo. Ancora integro è il pavimento settecentesco maiolicato dell’aula. Adiacente alla chiesa era il monastero demolito nel 1938.

 

 

Curiosità. chiesa di montevergineAll’interno della Chiesa troverete l’esposizione museale permanente delle Confraternite di Noto. Molto utili i pannelli ricchi di didascalie esplicative dei tratti distintivi, nonché delle notizie storiche riguardanti le singole confraternite attive a Noto. Attualmente sono sette: Spirito Santo, S. Giovanni Battista, S. Corrado, Cappuccinelli, S. Antonio Abate, SS. Sacramento, Beata Vergine Maria. Potrete inoltre visionare le diverse divise, che si differenziano sostanzialmente per il colore e, alcune, pure per la foggia, le insegne e gli stendardi che sono una sorta di vessillo con il simbolo di appartenenza retto da lunghe pertiche arcuate.
Ma è possibile ammirare anche, contenuti in alcune ventrine, cimeli, documenti storici, bandiere, teschi lignei per le offerte, casse della cera, inginocchiatoi e lettighe del “morto povero”. Poi ancora le “troccole”, strumenti musicali popolari realizzati con legno e metallo, che erano usate soprattutto in occasione dei riti della Settimana Santa, durante la quale era inibito il suono delle campane.
Infine, con un piccolo contributo, è possibile salire sul campanile per godere di una visuale panoramica di Noto.

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